
La versione stilistica del gioiello etnico e le possibili declinazioni delle forme e dei materiali per questo impiegati riflette la storia dei popoli che li hanno ideati e realizzati e dei territori che li hanno ospitati. É così che entrare in questo universo che parla il linguaggio dell’esotico, del mistero e dell’antico equivale a confrontarsi con la storia delle tradizioni e delle culture di etnie lontane e diverse dalla nostra. Il fascino dell’etnico è racchiuso proprio in questi tratti distintivi.
Sin dagli albori della civiltà l’uomo ha fatto ricorso al gioiello, e non solo in nome del piacere estetico. Indossare un monile significava infatti segnalare la propria appartenenza tribale ancor prima che sociale come diverrà nei secoli a seguire; inoltre le prime forme di religiosità trovavano espressione e testimonianza nel gioiello originariamente indossato nella funzione di amuleto. Protezione si richiedeva a denti, seni, pietre, conchiglie, ossa che entrarono così a far parte del repertorio dei materiali usati nei primordi della gioielleria. Da qui originò e derivò l’uso del gioiello nella pratica religiosa. Pensiamo alla ruota della preghiera e ai ghau presso i Nepalesi e i Tibetani, come ai porta-corano diffusi nell’Oriente Musulmano, o ai rosari Yemeniti e le croci Cristiane; il loro simbolismo intrinseco si armonizza perfettamente al piacere di indossare un ornamento che entra a far parte del quotidiano.
E seguendo le linee della storia delle civiltà oltre che sul piano simbolico i gioielli sono stati da sempre depositari di un passato che i secoli e gli uomini hanno cancellato. Il loro carattere duraturo li fa sopravvivere e ce li tramanda consentendoci di farli vivere di nuovo e farli esprimere diversamente. E’ anche questo il motivo che ci ha spinto nella curiosa ricerca attraverso il mondo dell’etnico e che ancora anima la nostra passione per la scoperta.
Il nostro cammino su questa strada prosegue; intanto vi mostriamo una panoramica di quei gioielli che per la loro rappresentatività più ci han colpito; il gioiello esprime bellezza, sensibilità, storia, fascino. E non c’è parte del corpo che nel corso della vita sfugga alla tentazione di fregiarsi di splendidi gioielli. Siamo qui per ammaliarvi aprendo questa finestra sul mondo.



Tecnica di lavorazione che consiste nella produzione di decorazioni su una superficie di metallo mediante un particolare arnese chiamato cesello battuto perpendicolarmente alla superficie metallica; contrariamente alla tecnica dell’incisione, tale decorazione avviene senza l’eliminazione della materia dalla superficie su cui si lavora. Storicamente è la tecnica decorativa più antica.











Il parasole (in sanscrito chettra in tibetano gdugs) rappresenta il potere spirituale ed è simbolo di dignità regale. Di solito è posto sopra l’immagine del Buddha per proteggerla dagli spiriti malvagi.
Sono raffigurati mentre guizzano fuori dalle acque in cui erano prigionieri e sono un simbolo religioso usato fin dai tempi antichi.
E’ fin dai tempi antichi che troviamo questi vasi, utilizzati sia nel Buddhismo che in altre religioni, di dimensioni e forme diverse secondo le pratiche rituali in uso. L’apertura del vaso è chiusa da un gioiello a dimostrare appunto che si tratta di un vaso della ricchezza. Racchiude L’Amrita ossia il “nettare della beatitudine” che simboleggia il desiderio colmo di compassione di raggiungere l’illuminazione per essere di beneficio a tutti gli esseri senzienti.
Forse il simbolo Tibetano più noto, rappresenta la grande purezza in quanto nonostante affondi le sue radici nel fango di stagni e acquitrini, crea candidi fiori al di sopra dell’acqua.
La troviamo utilizzata fin da l’antichità come strumento rituale rappresentato in genere di grandi dimensioni e di colore bianco.
Rappresenta l’intreccio infinito del trascorrere del tempo, dell’armonia, dell’amore e l’unità di tutte le cose.
Usato frequentemente come decorazione all’interno di templi e monasteri si presenta come un cilindro stretto di tessuto adornato con nastri di cinque colori (bianco-rosso-blu-verde-giallo).
Simbolo dell’insegnamento Buddhista nella sua globalità.